Vigorelli su Zannone: “Continua la presa in giro del Parco”

“Sulla questione Zannone e Parco del Circeo, ci sono alcune novità. C’è la delibera della Giunta del 16 aprile 2020, con la quale si nominano i componenti di un “tavolo tecnico per la risoluzione del contenzioso”. Ci sono poi due articolesse dell’assessora Gelsomina Califano, la prima per sbugiardare l’assessore Michele Nocerino e la seconda per tentare di spiegare la delibera della giunta. E c’è anche la replica di Nocerino alla Califano. Il tutto ruota attorno a un’ennesima presa per i fondelli del Parco, alla quale il Comune ha abboccato tutto gongolante”. A dichiararlo l’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli. Il 5 settembre 2019, afferma sempre l’ex primo cittadino, l’avvocato del Comune, Giacomo Mignano, scrive una lettera molto chiara al Parco del Circeo, chiedendo “l’immediata restituzione del territorio dell’isola di Zannone e degli immobili siti nel medesimo” (cioè la Villa Comunale che il Parco ha lasciato andare in rovina), il “pagamento delle somme dovute”, cioè l’affitto che il Parco deve al Comune nonché i 55.539,21 euro che da almeno un decennio il Parco mette a bilancio (e non ha mai speso) per creare un ormeggio sicuro al Varo e un po’ di cartellonistica. La risposta del Parco arriva dopo un paio di mesi, il 14 novembre 2019, evidenziando “di non esercitare alcuna forma di detenzione del bene, che pertanto doveva ritenersi nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale”. Vigorelli sottolinea quindi che mentre il Comune ha chiesto di restituire territorio e Villa, “il Parco risponde solo sulla Villa”. Da lì la critica al Comune: “Il Parco – sostiene il Comune – ha restituito a Ponza sia il Territorio di Zannone e sia la Villa Comunale. L’isola di Zannone , “oggi più di ieri è a tutti gli effetti del Comune di Ponza”, – esulta l’assessora Gelsomina Califano, che fa anche parte del Direttivo del Parco. Ora, per chi non lo sapesse, il territorio dell’isola di Zannone è proprietà del Comune di Ponza dal 1° maggio 1816, quando i Borboni diedero l’isola in enfiteusi perpetua alla comunità di Ponza, con la gestione al Comune. La monarchia sabauda mise poi in discussione la proprietà dell’isola e il Comune di Ponza ricorse alla Magistratura. In data 30 gennaio 1904, il Ministero delle Finanze riconobbe i diritti del Comune e restituì l’isola di Zannone a Ponza e ai cittadini Ponzesi. E allora, cosa mai il Parco doveva restituire, visto che il Territorio di Zannone appartiene al Comune di Ponza da oltre due secoli? Questo particolare, tuttavia, il Comune forse non lo ricordava. Però ha fatto salti di gioia alla lettera del Parco del novembre 2019, sostenendo che “Zannone ritorna nostra”. Una balla. Perché Zannone può ritornare “nostra” a tutti gli effetti solo facendola uscire dal Parco. Tuttavia, avendo abboccato all’esca fradicia, il Comune ha deciso di istituire un “tavolo tecnico” per il contenzioso”. “Non è bastata la quarantennale gestione delle Convenzioni, – da Ferraiuolo nel dicembre 1980, a Porzio nel luglio 2011 – per capire che il Parco le ha sempre e bellamente messe sotto i piedi?”, si chiede l’ex sindaco. E ancora: “Il Parco, in tutti questi lunghi anni, è stato sempre moroso sul canone d’affitto, non ha mai fatto buon uso dei beni affidatigli (la Villa Comunale ridotta allo schifo attuale), non ha mai valorizzato l’isola, e nel Piano del Parco non c’è nulla di concreto (cioè soldi) per il futuro di Zannone… La verità è che il “tavolo tecnico” serve al Comune per elemosinare qualche migliaio di euro dal Parco, e soprattutto serve al Parco per ritornare a braccetto con il Comune e annullare la battaglia “Riprendiamoci Zannone”. Una sola cosa seria poteva e doveva fare il Comune. Invece di accattonare quattro spicci dal Parco, il Comune ha il sacrosanto diritto di essere ampiamente risarcito dal Parco per il degrado della Villa Comunale, già evidenziato e denunciato dal sindaco Antonio Balzano nel settembre 1994 e nel marzo 1997, e riproposto con forza dalla delibera unanime del Consiglio Comunale nel marzo 2013. Qui ci ricasca di nuovo l’asino, perché l’assessora Gelsomina Califano, il 26 ottobre 2018, ha approvato la delibera del Direttivo del Parco nella quale si afferma che il Parco si ritiene “istituzione esente da responsabilità attribuitegli, come ad esempio sul degrado della cosiddetta Villa Comunale presente sull’isola di Zannone”. Capito perché il Comune non denuncia il Parco per la distruzione della Villa? Perché per l’assessora non è responsabilità del Parco”. Vigorelli quindi conclude: “Si può mai dare fiducia a un Comune che si fa prendere in giro dal Parco e che prende in giro i Ponzesi inventandosi che Zannone “è nostra oggi più di ieri”? In margine a tutto questo carnevale, la ciliegina sulla torta è la diatriba fra gli assessori Califano e Nocerino, su chi ha lavorato per primo per progettare la ristrutturazione della Villa di Zannone, su chi è stato più bravo, su chi deve mettersi la medaglia sul petto… Una lite da cortile”.

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Author: redazione

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