“Ti insegnerò a volare”: cosa avrà spinto Vecchioni a stanare Guccini?


Leggere tra le righe. Questa una chiave di lettura del video “Ti insegnerò a volare”, apripista dell’album di Roberto Vecchioni uscito il 9 novembre, dove canta per la prima volta con Francesco Guccini e lo fa in un brano del nuovo album. Tra le righe del testo nel video, l’unico protagonista è un giovane artista davanti a una tela.

Guccini e Vecchioni appaiono solo alla fine in una immagine ferma. Uno spazio esclusivo a un giovane talento che scrive su una tela, come dire senza pretese e arroganza, cantiamo ma non vogliamo rubarvi la scena: l’entusiasmo mettetelo voi.

Forse quello che manca nel panorama musicale oggi, sono i messaggi tra le righe della canzone d’autore degli anni settanta. Probabilmente anche in quello politico. Vecchioni ha chiamato i rinforzi per lanciare questo messaggio, lo ha fatto senza presunzione ma con l’eleganza e la pacatezza che lo rappresentano, da professore che ti porta a scoprire e non ti rivela, in modo incisivo. Lo ha fatto in una chiave attuale ma senza tradire lo stile di quegli anni, dove Guccini è stato uno degli artisti più rappresentativi.

Quello ad Alex Zanardi nella canzone è un omaggio? Forse un pretesto, un esempio non da poco e non a caso, per trasmettere la forza con cui affrontare le difficoltà della vita che si presentano senza preavviso. Stessa chiave di lettura da usare per tutto l’album “L’infinito” dove alcune canzoni si rifanno a storie reali, difficili, quasi impossibili da accettare. Nella canzone “Giulio” una madre che sopravvive a un figlio – Giulio Regeni – lo pensa dormire nella stanza accanto. E avanti così anche per altre tracce dell’album, apparentemente retorico ma ascoltandolo non lo è.

Un messaggio tra le righe per i ragazzi e non soltanto per chi li segue da sempre. Un inno alla vita anche se dura, un invito alla riflessione, una via quasi tracciata per arrivare alla felicità, un continuum se vogliamo dell’ultimo libro “La vita che si ama. Storie di felicità” promosso in tour questa estate con le canzoni dell’album “Io non appartengo più”.

Nell’ascoltare “Ti insegnerò a volare” ho ripensato all’intervista al Circeo di luglio scorso, uscita su Latina Quotidiano, due domande e una rimasta sospesa anche nell’articolo. Chissà che da quelle domande non abbia avuto ulteriore conferma che quei ragazzacci che cantavano negli anni settanta potessero ancora dare qualcosa a una società che appare oggi smarrita, con valori e ideali sempre più liquidi e nuove generazioni senza molti riferimenti e utopie.

Due cantautori, o forse ancora due ragazzacci, insieme per lanciare un messaggio e per raccontare ancora la società di oggi. Questo e tanto altro nell’ultimo lavoro del professor Vecchioni “L’infinito”.

L’articolo “Ti insegnerò a volare”: cosa avrà spinto Vecchioni a stanare Guccini? proviene da Latina Quotidiano.

originale su LatinaQuotidiano.it©
Author: Stefania Paoloni

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