Su Zannone prove di pace tra Comune e Parco del Circeo

Prove di pace tra il Comune di Ponza e l’Ente Parco Nazionale del Circeo sull’ormai annosa questione di Zannone.

L’amministrazione comunale isolana, tra accuse sulla gestione dell’isola disabitata da parte del Parco e marce indietro, da lungo tempo ormai sembra non riuscire a definire la vicenda e ha così deciso di tentare la carta di un tavolo tecnico, nominando ora con una delibera di giunta i componenti da far sedere a tale tavolo per rappresentare il Comune.

L’obiettivo sembra quello di ottenere qualche forma di risarcimento dall’Ente che gestisce l’area protetta e allo stesso tempo di decidere insieme il futuro di Zannone senza avventurarsi in un braccio di ferro lunghissimo e dagli esiti incerti in un’aula di tribunale.

L’estate scorsa, dopo essersi a lungo confrontata con l’Ente Parco Nazionale del Circeo e averne approvato le linee d’azione nelle sedute del direttivo, l’attuale giunta ponzese aveva deciso di rispolverare la delibera di consiglio comunale con cui due anni prima era stato deliberato di far riprendere all’amministrazione comunale la gestione di Zannone e uscire così dal Parco.

L’esecutivo Ferraiuolo aveva in pratica fatto una totale inversione sulla vicenda e si era appropriato di una di quelle che erano state le bandiere del sindaco Piero Vigorelli durante la sua consiliatura.

Ignorando completamente le scelte fatte in precedenza, la giunta aveva approvato una delibera con cui aveva deciso di dar seguito appunto a quanto stabilito in Consiglio e dunque di revocare la concessione di Zannone al Parco e chiedere all’ente che gestisce l’area protetta un risarcimento per i danni che avrebbe arrecato agli immobili presenti sull’isola e di proprietà comunale.

Una scelta giustificata con il fatto che l’Ente Parco non avrebbe provveduto, come previsto dalla convenzione siglata otto anni fa con il Comune, a pagare l’affitto previsto e a investire oltre 55mila euro per una serie di interventi a Zannone.

La giunta aveva quindi dato mandato all’avvocato Giacomo Mignano di intraprendere “tutte le iniziative, anche di natura giudiziale, intese a conseguire la restituzione del territorio dell’isola di Zannone e degli immobili appartenenti al Demanio comunale siti al suo interno, attualmente nella disponibilità dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, oltre il pagamento degli importi dovuti per la suindicata detenzione, e le somme, sopra indicate, che l’Ente suddetto si era impegnato a impiegare ai fini della promozione, della manutenzione e della miglior fruizione del suddetto territorio e degli immobili di sua proprietà , e il risarcimento dei danni subiti al proprio patrimonio, in conseguenza di una loro non corretta detenzione”.

A settembre l’avvocato Mignano ha scritto al Parco, chiedendo l’immediata restituzione di Zannone, il pagamento delle somme previste per l’occupazione dell’isola, quelle per la mancata manutenzione e un risarcimento dei danni subiti soprattutto alla villa comunale.

Il legale ha però anche aperto la possibilità dell’istituzione di un tavolo tecnico per definire una volta per tutte la vicenda e il Parco, ribadendo che i beni immobili presenti a Zannone sono liberi e nella piena disponibilità dell’ente locale ponzese, ha accettato tale invito.

Un tavolo dunque per risolvere il contenzioso in via amministrativa e aprire, specifica la giunta ponzese, una nuova fase istituzionale che “dia concretezza alla comune volontà di investimento, riqualificazione e valorizzazione” dell’isola.

Insomma a Zannone sembra che non debba in futuro cambiare nulla o quasi.

Viene deciso di riavviare il dialogo tra Comune di Ponza ed Ente Parco, cancellando con un colpo di spugna denunce e accuse.

Al tavolo tecnico la giunta ha quindi deciso che il Comune verrà rappresentato dall’assessore Maria Gelsomina Califano, dall’architetto Gianni Passariello e dallo stesso avvocato Mignano.

Non resta che sperare che alla fine Zannone resti realmente tutelata e che venga anche valorizzata.

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Author: clemente pistilli

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