Latina Scalo, una strada attesa da 18 anni


LATINA – La Commissione urbanistica del Comune di Latina, presieduta dal consigliere comunale Roberto Belvisi, e quella Pianificazione e Programmazione Strategica, presieduta da Renzo Scalco, si sono riunite in modo congiunto per affrontare un punto dei tre all’ordine del giorno.
Da programma è stato affrontato lo stato dell’arte dei Contratti di Quartiere Latina Scalo – lavori di realizzazione collegamento via Epitaffio con la Stazione Ferroviaria, 1° lotto, mentre sono stati rimandati i punti sullo studio di fattibilità per la pianificazione urbanistica degli ambiti di Borgo Isonzo, Chiesuola, Tor Tre Ponti e Santa Fecitola, e il punto sull’approvazione della proposta di Deliberazione di Consiglio Comunale n. 17 del 16/02/2024 avente ad oggetto la denominazione di Largo Fernando Bassoli all’interno del Parco Falcone e Borsellino.
Si ricorderà che il commissario Valente, subentrato al sindaco Coletta, aveva provato a salvare il progetto, ridimensionando i costi di realizzazione e di conseguenza la fattibilità di alcune opere. Il progetto è stato rivisitato in seguito al ridimensionamento delle risorse finanziarie regionali, passate da 12 a 9 milioni di euro, che consentiranno un adeguamento del collegamento da via Epitaffio fino alla stazione di Latina Scalo: mentre è stata consegnata la palazzina polifunzionale adibita a servizi prevista nel piano dell’opera agli inizi dello scorso autunno “ora è arrivato il momento di accelerare l’iter procedurale di questa importante opera di viabilità di collegamento per quanto riguarda il tratto stradale con tutti gli interventi annessi, incluse le rotatorie, che da via Epitaffio porterà direttamente al parcheggio della stazione ferroviaria di Latina Scalo” sottolinea Belvisi.
Si rammenterà che i Contratti di Quartiere appartengono al programma innovativo in ambito urbano che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con legge 21/2001, ha promosso per dare un nuovo impulso alla riqualificazione edilizia, al miglioramento delle condizioni ambientali, all’adeguamento e sviluppo delle opere di urbanizzazione e delle dotazioni di servizi pubblici e privati, all’integrazione sociale e all’incentivazione dell’offerta occupazionale e abitativa. A questo programma ha aderito la Regione Lazio, consentendo ai Comuni e alle A.T.E.R. di partecipare ai bandi di gara e di richiedere finanziamenti per i progetti di riqualificazione in zone a forte disagio abitativo. Il bando destinava il 60% delle risorse ad interventi di edilizia residenziale pubblica, il restante 40% era per il finanziamento di opere di urbanizzazione; inoltre, il bando prevedeva l’obbligatoria presentazione di un Programma di Sperimentazione su opere di edilizia residenziale al quale riservava il 20 -25% dell’importo fissato per l’intervento.
originale su Radioluna ©
Author: Francesca Balestrieri

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